La processione della Primavera

La processione della Primavera

La processione del Venerdì santo, i Misteri di Trapani

L'antica tradizione dei Misteri di Trapani

L’Hotel San Michele sorge tra le mura di quella che, una volta, fu la sede dove venivano conservate le statue lignee protagoniste di una delle più antiche processioni religiose d’Italia: I Misteri del Venerdì Santo. Un’occasione per vivere un’esperienza unica, dove il respiro di un’intera città si raccoglie intorno ad un evento che non è più soltanto religioso, ma rappresenta una bandiera identitaria per il territorio.
La Processione dei Misteri a Trapani è considerata anche la più lunga manifestazione religiosa italiana dopo la Sagra di sant’Efisio ma, come abbiamo detto, è una tra le più antiche, con i suoi oltre quattro secoli di storia alle spalle.

Una tradizione che, come tutte quelle legate alla Pasqua, si fonde con la storia più antica del territorio, quando in quei giorni si festeggiava anche la fine dell'inverno ed il prossimo arrivo della Primavera. Una festa di resurrezione che, nel tempo, si è unita alla tradizione ed alla fede. Ma è indubbio che la Pasqua, per il territorio trapanese, rappresenta l'inzio del nuovo anno, con una primavera che ha già il sapore dell'estate.

Ma torniamo all'evento. Nella prima metà del XV secolo la Confraternita del Preziosissimo Sangue (oggi Confraternita di San Michele) avviò la costruzione dei primi gruppi statuari, coinvolgendo diversi artisti trapanesi.
La data di costruzione dei gruppi non è certa e per cercare una data ufficiale d’inizio dobbiamo affidarci al più antico atto di concessione: è il 20 aprile 1612, quando si affidò ai poveri jurnateri il gruppo dell’Ascesa al Calvario. Ed è proprio tra le stesse pietre che oggi ospitano l’Hotel san Michele che iniziava a prendere vita questo scorcio di storia e di tradizione
La rappresentazione scenografica dei Misteri è ambientata più nell’epoca medievale che ai tempi dell’occupazione romana della Palestina, come si può notare dai soldati dalla divisa spagnoleggiante o dagli elmi sostituiti da immaginari pennacchi.

Le più antiche vare sono state intagliate dagli artigiani trapanesi con le raffigurazioni di putti, simboli del ceto di appartenenza o vedute di Trapani, ma il vero spettacolo è nelle decorazioni. Si tratta, prevalentemente, di opere realizzate in argento, anche se non mancano decorazioni in oro e in corallo. Furono commissionati sin dai primordi della processione, quando venne affidato alle Maestranze la cura dei gruppi per la rappresentazione del Venerdì santo. Ad eseguire i preziosi oggetti vennero chiamati i più noti maestri argentieri trapanesi. Gli argenti ed i preziosi, nei restanti giorni dell’anno, vengono custoditi a cura del capo-console di ogni singolo gruppo e soltanto qualche giorno prima lucidati, seguendo un rituale dei componenti del ceto. È generalmente uno dei consoli a “vestire” il gruppo. 

La “vestizione” segna infatti uno dei momenti clou della preparazione dei gruppi e precede o si svolge quasi in contemporanea con un altro momento significativo, quello dell’addobbo floreale.